Kos è un’isola multiforme. La terza per dimensioni del Dodecaneso offre una natura sfaccettata: zone interne verdeggianti e paesaggi lunari, spiagge lunghissime di sabbia sottile e piccole calette nascoste, talvolta impervie. Acque tranquille e cristalline nella parte sud, mentre quelle a nord sono più adatte a chi insegue il vento con la tavola o la vela. Fra paesini di pescatori con le tipiche taverne e quelli più movimentati, ma senza identità, una menzione particolare spetta a Zia, pittoresco villaggio situato nel cuore dell’isola alle pendici del monte più alto Dikeos (846 m). Bella Zia 😉 che regala un ampio panorama e un tramonto mozzafiato che scende romantico sulle isole davanti a Kos.
Due chicche. La prima sono le terme con accesso libero per tutti. L’acqua sgorga spontanea dalla roccia a più di 40 gradi e viene trattenuta in una piscina naturale di massi prima di tuffarsi direttamente nel mare. Bisogna immergersi con cautela, l’acqua è bollente, ma la sensazione è fantastica e la pelle ringrazia perché così liscia non è mai stata! In grado di alleviare le ferite, è un toccasana anche per chi soffre di artrosi. La seconda chicca è la splendida spiaggia dalle acque limpide di Agios Stefanos, vegliata dalle rovine di due basiliche paleocristiane e dall’isolotto di Kastri, uno dei simboli di Kos. Qui si è totalmente avvolti dalla bellezza e dall’antichità e per me è il punto più magico ed energetico dell’isola. Una curiosità: per esprimere un desiderio o per buona fortuna bisogna raggiungere a nuoto l’isolotto e suonare per tre volte la campana della chiesetta bianca dal tetto blu di San Nicola.
Un’isola forgiata dalla civiltà minoica e micenea che ha visto il passaggio di diversi popoli e dominazioni come quella persiana e ottomana. Le tracce visibili sono il tempio greco di Afrodite e di Ercole, il ginnasio, la palestra il bellissimo Odeon, la casa romana, le terme e l’ospedale, oggi visitabili a Kos città. A Paleo Plyli sono rimaste le rovine del castello dei cavalieri di San Giovanni e del villaggio medievale che, all’epoca dei bizantini, fu capoluogo di Kos e poi ancora altri castelli come Neratzia e la fortezza veneziana di Antimachia.
Questa è una terra che ha ospitato personaggi illustri come lo storico Erodoto di Alicarnasso e il più stimato pittore greco Apelle e che ha dato i natali a Ippocrate il padre della medicina. La leggenda vuole che insegnasse ai suoi allievi sotto il platano da lui piantato, mentre curava i malati nel santuario dedicato ad Asclepio, dio della medicina.
Un’isola che, come la Fenice, nel corso della storia è sempre rinata dopo numerosi terremoti, di cui tre devastanti (366 a.C.; 400 d.C.; 1933), orgogliosa dei suoi mulini a vento, di Ippocrate ovviamente e abitata da persone gentili. Ecco, di questo viaggio ricorderò soprattutto gesti gentili, semplici chiacchiere di chi ha dentro di sé radici profonde di ospitalità. Di chi ti offre una caramella, del fieno greco, della frutta, un bicchiere di mastika e un sorriso sincero.
Ps. “Per quanto piccolo, nessun atto di gentilezza è sprecato” – Esopo
Nb. “Ma dove si trova la felicità?”
“Nei posti belli, nelle tovaglie di fiandra, nei vini buoni, nelle persone gentili” – Film La pazza Gioia











