Sotto il circolo polare artico

Qui a Arjeplog, in Svezia, a 80 km dal circolo polare artico, tutto è pronto. Giacca termica, cappello, maschera e guanti indossati, slitte ben allineate, cani ululanti sull’attenti…tre, due, uno, si parte!

Le lame delle slitte si fanno strada nel ghiaccio e improvvisamente tutto intorno tace in un silenzio quasi surreale. Gli husky hanno smesso di abbaiare e l’unico rumore che si sente è il crepitio delle loro zampette a contatto con la neve. Tirano con grinta, con i loro corpi asciutti e muscolosi, il capo fila sprona gli altri del gruppo a correre più forte mentre entriamo nel bosco, sembra una vera e propria competizione. Rimaniamo per un po’ testa a testa con un’altra slitta, ma non molliamo e riusciamo ad avere la meglio, mentre gli “avversari”, per non sbattere contro un albero, sono costretti a virare bruscamente e due uomini finiscono con un ruzzolone a faccia in giù nella neve. Mentre sfrecciamo in avanti, mi sembra di intravedere un sogghigno beffardo sul muso del mio leader a quattro zampe. Siamo in testa! Nell’aria c’è eccitazione e gioia e i – 15 gradi di febbraio non si fanno minimamente sentire.

Si tratta di una delle esperienze più belle provate nella mia vita, a contatto con la natura, gli animali e le grandi distese bianche e ovattate. Ma non solo. Questa è una terra dalle mille emozioni, dove è possibile incontrare branchi di renne o un cucciolo di alce con la sua mamma (meglio non avvicinarsi troppo), mentre ti rechi a cena nel bosco nella tipica tenda con il focolare al centro.  Farsi raccontare dai Sami, popolazione indigena, nei loro costumi tradizionali, le storie vecchie e nuove della loro vita di allevatori, provare a pescare (senza successo) da un buco nel ghiaccio e cimentarsi con il curling e i suoi pesanti dischi. Arrivare fino al Circolo Polare e tuffarsi dopo la sauna nella neve.

Ed ancora, avere il privilegio, come me, di guidare una Porsche sul lago ghiacciato o andare a tutta velocità con una motoslitta sulla neve, con conseguente grande botta di vento e di adrenalina. Cenare dentro un igloo e poi sorseggiare un cocktail buonissimo, leggermente alcolico a base di bacche rosse in un bicchiere fatto di ghiaccio, mentre guardi il firmamento e, se sei fortunato, imbatterti nello spettacolo straordinario, fatto di infinite forme diverse, dell’aurora boreale.

Ps. L’aeroporto di Arjeplog è una casetta delle fiabe in una grande distesa lattea.

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