Scivolare silenziosi su uno specchio d’acqua, in costante ricerca del proprio equilibrio, con lo sguardo agganciato all’orizzonte e i pensieri spettinati dal vento…questo è S.U.P. – Stand Up Paddle. In piedi su una tavola, stile surf, sempre legata alla caviglia e un remo regolabile secondo la propria altezza, è uno sport completo che permette di stare all’aria aperta, pagaiando sulla superficie di un lago, mare o fiume e al contempo di tonificare la muscolatura, soprattutto di gambe, dorsali e spalle.

Seguendo i consigli di un valido istruttore, promette divertimento anche per i principianti. Sicuramente sono più avvantaggiati coloro che, con i piedi ben saldi e paralleli sulla tavola, riescono a mantenere un equilibrio spesso precario, messo a dura prova anche da piccole onde.
È un ottimo allenamento per aumentare la coordinazione, la flessibilità e la concentrazione. In più, con l’aggiunta del respiro e della meditazione si trasforma in Sup Yoga, attività ideale che unisce la disciplina dello yoga a un’esperienza di immersione e connessione totale con l’acqua e la natura. Ma per me c’è un’altra cosa veramente SUPer: rimanere sdraiati sulla tavola, lontani dalla riva, in silenzio, lasciandosi avvolgere dai raggi di un sole estivo o dal chiarore della luna…che pace!

Ps. Le popolarità e la forma attuale del SUP prendono il via alla Hawaii nel 1900, ma l’atto di spingersi su una piattaforma galleggiante con l’aiuto di una pagaia o di un’asta risale a migliaia di anni fa: sono state trovate testimonianze di forme precedenti che risalgono al 3.000 a.C.
Nb. “La vita è come l’acqua del mare: agitata, sgradevole a bersi, ma capace di sostenere coloro che remano” – Hervé Bazin



