Da consumarsi preferibilmente entro un anno, una stagione, l’eternità… così sarebbe più facile accettare la fine di un’amicizia, anziché vederla sfilacciarsi nel tempo, marcire lentamente o troncata di netto all’improvviso, senza una spiegazione apparente.
Ci sono amicizie che sembrano indistruttibili, capaci di superare i lustri, le distanze, i cambiamenti, le priorità e altre che semplicemente si interrompono… vai a ricordarti poi il perché e il percome. È la vita. E va bene così. Un legame può evolvere o implodere, attenuarsi o rinvigorirsi. Sono convinta che ogni amico (sincero) con cui condividiamo brevi tratti di strada, o lunghi percorsi sia in discesa sia in salita ci lasci, nel bene o nel male, un insegnamento. Qualcosa, una lacrima o una risata, che restituisce un senso a quell’incontro (non a caso) e a quel percorso fatto insieme, anche se poi si sono presi bivi divergenti.
No, meglio non mettere etichette, o consigli per una corretta conservazione. Ci si vede, ci si sceglie. “Vuoi essere mio amico?” – come si chiedeva in maniera semplice e potente da bambini. L’affetto sincero è come un filo invisibile che tiene gli amici legati negli anni e non ne intacca il ricordo. Ci si può ritrovare nel tempo, senza appuntamenti predefiniti, perché nonostante le partentesi della vita, quello che conta è sapere di esserci.

Ps. “Un amico è la cosa più preziosa che tu possa avere, e la cosa migliore che tu possa essere” – Douglas Pagels
Nb. “Un amico è qualcuno che ti conosce molto bene e, nonostante questo, continua a frequentarti” – Oscar Wilde



