Scegliere la Grecia per le vacanze estive è diventata una consuetudine, una garanzia: mare spettacolare, ottimo cibo e cordialità genuina. Anche quest’anno agli inizi di Febbraio, (in tempi non sospetti pre Covid-19) ho prenotato la mia bolla di ossigeno nel Mar Egeo e più precisamente in Calcidica, una meta poco frequentata dal turismo italiano. Questa penisola è formata da tre lunghe e affusolate lingue di terra, le cosidette tre dita, ognuna delle quali offre la possibilità di vivere la vacanza con modalità diverse, accontentando gusti e stili differenti. Ciò che le accomuna è un mare cristallino ed una vegetazione che non ti aspetti. In alcuni tratti si potrebbe pensare di viaggiare in terra umbra, con distese infinite di uliveti, dolci colline e campi di girasoli.
Il primo dito, Kassandra, offre diverse strutture alberghiere: dagli studios ai resort 5 stelle con boutique e yacht di lusso dove si respira la “riccanza” europea e non. Molti i locali notturni che richiamano un turismo giovane (eccezion fatta per quest’anno con chiusura tassativa a partire dalla mezzanotte). Suggestivo il paesino di Afitos con le sue belle terrazze e vasi decorati, decisamente meno i negozi di pellicce, come quelli a Kallithea, aperti per le clienti russe che qui fanno buoni affari. Spiagge preferite: Pefkohori e Sani.
Il secondo dito, Sithonia, è meta di un turismo più traquillo, molte le famiglie e i camperisti che lo scelgono. Qui ci sono tante calette raggiungibili noleggiando piccole barche. Spiagge consigliate: Vourvourou, Paradise, Kalogria, Toroni con la sabbia a sfere morbide, quelle che non si attaccano al telo mare.
Il terzo dito è quello più particolare: Monte Athos, uno stato autonomo, Repubblica monastica. Questa striscia di terra è considerata sacra e culmina con una vetta di ca. 2.000 metri di una bellezza naturale unica. Alle sue pendici si trovano numerosi monasteri ortodossi che racchiudono grandi tesori artistici. Per visitare il monte Athos bisogna richiedere per tempo un permesso speciale e gli ingressi sono contingentati. Per il sesso femminile, invece, è off-limits (dal 1046) siano persone o animali (ammesse cagnoline, gatte e galline). L’unica possibilità per avvicinarsi al monte è in barca, mantenendo sempre una distanza dalla costa di 500 metri…i monaci e gli eremiti si potrebbero “distrarre”! Chissà cosa penserebbe del divieto il filosofo Aristotele, nato prorpio nella Penisola, a Stagira – Macedonia nel 384 a.C. Forse sarebbe stato d’accordo, poiché il discepolo di Platone e precettore di Alessandro Magno non aveva una gran considerazione del genere femminile.
Ps. Centurione: “Cesare…la Macedonia avanza!” Cesare: “Allora mettila in fresco”
Nb. Durante il viaggio, in Italia, a metà Agosto, si è deciso di sottoporre a tampone i turisti di rientro da Paesi a rischio Covid-19, tra cui è stata inserita anche la Grecia. A parità di abitanti (10 milioni) la Lombardia ha avuto 10 volte più contagiati della Stato ellenico. Perché, per esempio, Francia e Germania sono state escluse con dei numeri ben peggiori?! Non fraintendete, sono favorele al tampone per evitare che si propaghino altri focolai, ma essere additata come possibile untrice è sì comprensibile per paura, timore o disinformazione, ma estremamente fastidioso. Soprattutto quando trascorri una vacanza adottando tutte le precauzioni e quasi in isolamento sociale (spiagge per nulla affollate)…altro che distanziamento. La domanda ricorrente del rientro è stata non “Come stai?” ma: “Hai fatto il tampone?!” Per la cronaca l’ho fatto appena atterrata a Malpensa. Personale sanitario gentile, preparato ed efficiente, ho ricevuto il risultato entro le famose 48 ore…ah, sono negativa…e sto bene! Così in molti si rincuoreranno, ma attenzione basta un attimo e il prossimo potenziale untore potresti diventarlo tu…A proposito, hai fatto il tampone?! 🙂












