Alla ricerca della foca monaca

La seconda isola più grande del Dodecaneso per dimensioni, Karpathos ti conquista lentamente. Non ha una bellezza sfrontata, ma se l’osservi con attenzione rimani incantato dal fascino discreto e nascosto di ogni suo più piccolo dettaglio: dall’acqua cristallina, con i toni smeraldo e turchesi, alle piccole calette appartate e selvagge, predilette dai naturisti; passando dalle ampie pinete e oliveti, alle grotte scavate nella montagna arida e rocciosa (Kali Limmi è la vetta più alta con i suoi 1.200 metri). Terra di Titani, gli dei più antichi, come vuole la leggenda, Karpathos ha l’anima autentica, come le tante taverne disseminate in ogni angolo dell’isola, superate in numero solo dalle splendide chiesette (in riva al mare o più interne verso la montagna). I piatti della tradizione hanno un sapore intenso e deciso, come i makarounes una specialità di pasta, simile ai nostri strozzapreti, con cipolle caramellate e formaggio di capra. Il pescato del giorno è scelto letteralmente dal banchetto del pescatore, come succede a Finiki, piccolo villaggio sulla costa occidentale dell’isola, incastonato con il suo porticciolo in una insenatura deliziosa. E poi c’è un’usanza gentile e gradita di ogni fine pasto, ovvero, quando l’oste offre ai propri commensali frutta fresca di stagione come anguria, uva o fichi, o perfino da portare via con sé per gustarla in spiaggia.

I paesini, tranne il capoluogo troppo turistico di Pigadia (dove rimangono poche mura ciclopiche), mantengono la loro personalità, come il piccolo borgo di Piles, l’arroccato Othos e l’antico centro Aperi, una volta nascosto da possibili attacchi dal mare, è oggi luogo residenziale. Ed ancora il coloratissimo Menetes con le case ad anfiteatro, le strette viuzze e la grande chiesa edificata su uno spuntone di roccia, Diafani con il piccolo porto dove si parte per raggiungere l’isola di Saria e Arkasa, vivace centro dove la sera gli anziani del posto si ritrovano nella via principale per una chiacchiera o per giocare a carte. Quest’ultimo condivide con il paese di Spoa il nome di una spiaggia Agios Nikolaos. Non potrebbero essere così diverse: la prima a sud ovest ha grandi onde, la seconda a nord est ha baie tranquille ed alcune rocce in mezzo all’acqua per splendidi tuffi.

Ma il paese più caratteristico e magico è Olympos. Per arrivarci bisogna percorrere una strada che si snoda fra le montagne aspre e che regala panorami mozzafiato a picco sul mare (non adatto a chi soffre di vertigini, ma di sicuro piacevole per chi ama il trekking, qui ci sono numerosi percorsi). Olympos, situato nella parte nord dell’isola, sembra fluttuare tra le montagne che lo circondano. Passeggiando per la stradina principale, tra i negozi che vendono tessuti, babbucce e scarpe tradizionali, il tempo rimane sospeso, questo grazie anche all’atmosfera incantata creata dalla presenza delle donne vestite con gli abiti tradizionali e i tipici copricapi dai quali spuntano lunghe e sottili trecce.

Scegliere fra le numerose spiagge di Karpathos è molto difficile. Ognuna è differente ed il bello è proprio andare a scoprirne di nuove giorno dopo giorno. Dalla sabbia bianca e fine, ai minuscoli sassolini o ai grandi ciottoli levigati, la costante è sempre la stessa: un mare ipnotico e trasparente già a riva che invita continuamente ad immergersi. Le (mie) preferite sono Amoopi, con le sue tre baie (una di ciottoli, due di sabbia finissima) protette dal vento (small Amoopi consente di fare tuffi scenografici), Diakofti, a sud dell’isola, una sottile lingua di sabbia bianca battuta dal vento che forma due insenature, nella prima sembra di essere alle Maldive per l’acqua calma e limpida, nella seconda il mare è leggermente più ondoso e dai toni blu, Kira Panagia, famosa per la chiesa con la cupola rossa che sovrasta la splendida spiaggia di sabbia soffice (bisogna suonare la campana per assicurarsi di tornare in questo luogo!), Apella, considerata la più bella, lunghissima (oltre 300 metri) con le sfumature verdi e azzurre dell’acqua, Achata, mezzaluna di ciottoli bianchi, molto tranquilla e Lefkos, nella costa nord occidentale, con tre ampie spiagge e numerose calette isolate.

Karpathos è nota per i sui vigorosi venti, tra i quali il famoso Meltemi, che si fanno sentire soprattutto sulla parte occidentale dell’isola. Per questo è scelta dai windsurfer di tutto il mondo, che cavalcano le onde e si ritrovano nell’attrezzatissimo centro (non a caso) Meltemi Windsurfing.

L’isola è anche il regno dei gatti, ce ne sono tantissimi, soprattutto sotto i tavoli dei ristoranti dove ti fissano pazienti e languidi per un pezzo di calamaro alla griglia, ma si possono incontrare ovunque, perfino al check-in in aeroporto. Le strade sono spesso attraversate da greggi di pecore e capre, che talvolta rimangono sul ciglio della strada, bisogna dunque prestare molta attenzione. Ma il più famoso, raro e schivo mammifero di queste parti è la foca monaca mediterranea che rischia l’estinzione. Ottima nuotatrice, timida e solitaria ha scelto di vivere in questi luoghi tranquilli e ricchi di grotte. C’è chi la cerca, chi l’ha vista e chi spera di incontrarla nell’isola di Saria, un tempo parte integrante di Karpathos. Io non l’ho avvistata, ma così ho già pronta la scusa per ritornare in questa meravigliosa striscia di terra adagiata nel Mar Egeo.

Ps. A Karpathos non capita di rado di sentire parlare una lingua che mixa frasi in greco e inglese. Dalle Americhe e dall’Australia molti ritornano qui, poiché hanno ristrutturato le vecchie abitazioni. Sono figli e nipoti di emigranti o di “spose per corrispondenza” che, a inizi del Novecento, si sono trasferiti lontano da casa per cercare miglior fortuna.

Nb. Per un soggiorno in totale privacy e relax consiglio Arpathea Villas, un luogo da sogno che regala una vista mozzafiato e tramonti indimenticabili rosso fuoco sul profondo blu del mar Egeo. Mentre per una cenetta romantica con cucina greca rivisitata in chiave moderna il ristorante Poseidon, di fronte alla spiaggia di Damatria, (ho cenato qui due volte – splendidi tutti gli antipasti) della chef Angela, direttamente da “Master Chef Grecia”.

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