C’è un non luogo nascosto e silenzioso nella campagna umbra di Montegiove rimasto sospeso nel tempo. Se lo cerchi puoi ritrovare te stesso e per farlo ti devi perdere senza prenderti sul serio: sto parlando della Scarzuola, dove sacro e profano convivono.
Qui nel 1218 San Francesco piantò una rosa e un alloro da cui sgorgò miracolosamente una fontana, poi fece una capanna con una pianta palustre di nome Scarza (da qui il nome Scarzuola). Nel tempo fu costruita una chiesa e un convento e nel 1958 l’architetto milanese Tomaso Buzzi (maestro di Gae Aulenti) acquisì la proprietà dell’intero complesso, creandovi accanto una “città ideale” volutamente incompiuta, realizzata in tufo, la roccia locale. Oggi, Marco Solari erede e custode della Scarzuola è anche la guida eccentrica e irriverente che racconta il significato e i simboli nascosti attraversando questo luogo di fantasia pietrificata. Il monito iniziale è inequivocabile “Se siete normali non venite!” Bisogna dunque essere folli per comprendere questo luogo. Come San Francesco che si spogliò di tutto per essere libero ed esprimere sé stesso.

La scenografia teatrale del Buzzi si ispira a un racconto ermetico rinascimentale, “Hypnerotomachia Poliphili” – Combattimento amoroso di Polifilo in sogno, letto in gioventù. Un viaggio iniziatico, sogno nel sogno, dove il protagonista, attraverso esperienze e incontri incredibili immersi in meravigliose architetture, è alla ricerca dell’amore perduto, ma nel profondo è alla ricerca della propria anima. È così alla Scarzuola. Già all’inizio si sceglie il percorso fra tre porte d’ingresso (uno solo conduce alla via) e ci si trova, con lo stupore fanciullesco di Alice nel paese delle meraviglie, di fronte a un’opera surrealista e metafisica dove le proporzioni non seguono regole. È un viaggio interiore, un percorso tra il visibile e l’invisibile. Per capire chi siamo dobbiamo partire con l’idea che non siamo, affrontare battaglie e combattere mostri. Una navigazione al buio dentro noi stessi, poiché tornando dentro di noi e ascoltandoci cominciamo ad essere. Al termine del viaggio c’è l’eventualità di trovarsi fuori dagli schemi precostituiti e risultare matti…ma fra santi, artisti e geni, qui, si è sicuramente in buona compagnia!

Ps. Le visite sono solo su prenotazione: lascarzuola.com – “La Scarzuola è come una medicina può avere effetti collaterali anche gravi”
Nb. “Ma io non voglio andare fra i matti” – osservò Alice. “Oh non ne puoi fare a meno” – disse il Gatto – “Qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta.” “Come sai che io sia matta?” – domandò Alice. “Tu sei matta” – disse il Gatto – “altrimenti non saresti venuta qui.” – Alice nel paese delle meraviglie



