Destinazione Paradiso

Paradisi selvaggi con acque cristalline e sabbia finissima, luoghi incantanti dove approdare chiudendo gli occhi per non tornare più…esistono davvero e non solo nei sogni, come le magiche La Digue e Praslin, due delle 115 isole delle Seychelles nell’Oceano Indiano.

Un tempo frequentate solo da corsari, oggi sono meta di fughe romantiche. In effetti, La Digue è il posto ideale per evadere dalla quotidianità e dai rumori della vita frenetica di tutti i giorni. L’isola di appena 10 km2 è percorribile a piedi, oppure utilizzando biciclette, carretti, o altri mezzi di trasporto, purché sostenibili. Tra le spiagge mozzafiato, c’è Anse Source D’Argent, simbolo delle Seychelles e famosa per i suoi massi di granito levigati dal vento a forma di uovo. Da una parte protetta dalla barriera corallina, dall’altra è abbracciata dalle alte palme, sotto le quali ci si rifugia dai raggi del sole nelle ore più calde. Bellissime e selvagge anche Grand Anse, Petit Anse e Anse Coco. Una in fila all’altra, sono raggiungibili tramite stretti sentieri che si insinuano nella foresta tropicale dove, un po’ sperduti, ci si sente realmente dei Robinson Crusoe.

Circa quattro volte più grande di La Digue, Praslin è un’isola meravigliosa. Ci si sposta facilmente con i taxi o i bus locali per raggiungere le affascinanti spiagge come quella di Cote D’or, perfetta per lunghe passeggiate mano nella mano, oppure, Anse Georgette, paesaggio da cartolina scelto anche per i matrimoni, rigorosamente a piedi nudi sulla sabbia bianca, che si scopre alla fine del campo da golf, all’interno della proprietà del Constance Lémuria Resort (si accede solo con permesso dell’hotel o via mare). Ed ancora Anse Lazio, una spiaggia da sogno con acque turchesi dove si può fare snorkeling e nuotare con pesci napoleone, razze e tartarughe marine, ma è anche possibile avvistare qualche squalo poco rassicurante, capace di arrivare a pochi metri dalla riva.

L’isola di Praslin è famosa per la Vallée de Mai, il giardino dell’eden, sito patrimonio dell’Unesco. Grazie al lungo isolamento, senza contaminazioni, in questa foresta preistorica vivono migliaia di animali come il rarissimo pappagallo nero e crescono piante uniche al mondo come il “coco de mer”. Questa palma (vive anche otto secoli), alta fino a 35 metri, produce il frutto più grande al mondo che impiega circa 6 anni per giungere a maturazione, con un diametro di 50 centrimetri e un peso intorno ai 20 chili. Proprio per la sua rarità, prima che si scoprisse la provenienza, è stato oggetto di numerose leggende. Trascinato dalle correnti spesso veniva trovato su coste lontane, data l’origine sconosciuta (il “cocco di mare”), l’aspetto e la forma particolare (natiche di donna) gli venivano attribuite potenti virtù afrodisiache…che fosse il frutto proibito?

Qui flora e fauna hanno dimensione extra large. Dall’albero del pane, al jackfruit passando per gli enormi ragni neri (per fortuna non velenosi), i granchi, i pipistrelli dal muso rosso che si nutrono di frutta e le dolcissime tartarughe giganti che, sull’isola di Curieuse, riserva marina, allungano il collo per farsi accarezzare e mangiare qualche foglia fresca dalle mani.

Queste Isole dal fascino esotico ci attraggono per il clima, il sole e soprattutto per le acque cristalline. Il paradosso è che il seychelleiano non ama vivere al mare (se non per pescare) e preferisce ritirarsi all’interno (vendendo le case sulla costa a investitori stranieri, principalmente russi). Predilige circondarsi dalle palme, da sempre fonte biologica di vita: sedie e tavoli realizzati con il tronco, piatti e ciotole con le foglie e i gusci del cocco, alimento altamente nutriente, mentre l’olio viene utilizzato per proteggere la salute e anche la bellezza di pelle e capelli. Insomma, per sintetizzare la palma è come il maiale per noi, non si butta via niente!

Piscine naturali, splendidi atolli, natura incontaminata e tramonti mozzafiato. Un luogo che in fondo non è cambiato troppo, nonostante lo zampino dell’uomo (XVI secolo d. C.) e conserva la propria unicità grazie anche a politiche di tutela ambientale. Un brindisi dunque alle Seychelles con il Takamaca, il rum locale che prende il nome dall’omonimo albero.

Ps. Nella notte si potrebbe essere svegliati dalle urla strazianti del simpatico geko che si arrabbia e si dispera quando non riesce a prendere gli insetti

Nb. La cucina locale propone piatti creoli con influenze africane e indiane dal gusto speziato. Ho assaggiato il pipistrello e non è niente male, mentre il dolce preferito è la banana fritta con miele e vaniglia.

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