Caro 2022,
non voglio metterti alcuna pressione ma, manca poco al tuo debutto.
Avverto già una certa tensione nell’aria, lo sai, ci sono molte aspettative su di te.
Ma sai che ti dico, invece di riporre nuove speranze tempestandoti di richieste di gioia, salute e serenità, ti chiedo più semplicemente ciò che non voglio.
Per l’anno nuovo non voglio sprecare tempo, ascoltare persone noiose solo per educazione, ricevere falsi sorrisi, inutile pesantezza, vedere prepotenze, perdere il buonumore, sentire parole vuote, rumori forti, traffico, ansia e se proprio riesci nel miracolo sofferenze, lacrime e malattie.
Perché quel che ho va bene così e se non mi porterai quanto sopra sarà un anno bellissimo!
Grazie per quello che potrai non portare, io a mezzanotte ci sarò per il benvenuto.

Ps. Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettare niente che è terribile – Cesare Pavese
Nb. Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore – Giorgio Faletti



