Una Venere chiassosa dal viso marcatamente truccato. Ecco come potrebbe apparire l’isola di Zante se si approdasse sulla sua costa orientale o meridionale; invasa dal turismo di massa di giovani inglesi in cerca di sballo. Ma una volta tolti make-up e orpelli la bellezza naturale della dea ritrova tutto il suo splendore, come in quel primo sorriso che ha reso dolce e feconda l’isola. Non a caso le tartarughe Caretta Caretta tornano dall’Africa ogni estate proprio qui nella baia di Laganà, Gherakas e nell’isoletta di Marathonisi, dove sono nate, per deporre le uova e continuare così il cerchio della vita.


Tutto qui è bellezza, dal verde degli ulivi secolari, alle bianche scogliere che si tuffano a picco nel mar Ionio sfumato di azzurro. Zante offre panorami mozzafiato da ammirare prima dall’alto come la spiaggia del relitto (tra le più fotografate al mondo), o quella di Mizithres, con qualche vertigine, ed ancora dal castello veneziano di Zacinto città. E poi d’obbligo contemplare l’isola via mare dove perdersi con i particolari giochi di luce delle famose grotte blu della costa nord, e delle Kerì Caves a sud, altrettanto incantevoli, o le calette tranquille e i fiordi della costa ovest.


Tra le tante e diverse spiaggie Xigia dona alla pelle una morbidezza da dea grazie alle sorgenti di acqua sulfurea che sgorga a una temperatura costante di 18 gradi tutto l’anno. Porto Azzurro con le sue rocce che spuntano dal mare regala una piccola spa con i suoi bagni di fango naturale. Plakaki toglie il fiato sia per la sua bellezza sia per la difficoltà nel raggiungerla: nella discesa ardita e ancora di più nella risalita.


Terra antica di artisti e poeti rimane sospesa tra realtà e mito, difficile al primo impatto come le sue rocce affacciate sull’abisso, ma poi accogliente e ospitale come i suoi abitanti. Zante è la meraviglia di un tuffo notturno illuminato dal plancton fluorescente e lo stupore inatteso di centinaia di rondini che fanno vibrare l’aria con traiettorie al limite del volo per raggiungere i nidi tra le pareti impervie dei faraglioni.


Ps. “Se l’uomo non arriva al bordo del precipizio, non gli cresceranno le ali sulla schiena” Nikos Kazantzakis scrittore e poeta greco
Nb. “La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare” – Lorenzo Jovanotti



