Sono ciò che vedi!?

Mi è successo spesso che durante gli eventi, o incontri di lavoro, gli ospiti si rivolgessero a me solo per informazioni di servizio: “Mi scusi, dov’è il bagno?”; “Dove posso lasciare la borsa?”. E quando si accorgevano che ero l’organizzatrice, in grado di dare anche indicazioni più “tecniche”, si dipingevano sui loro volti espressioni basite, miste a semi-imbarazzo.

Quante volte abbiamo giudicato qualcuno a prima vista e quante volte ci siamo sbagliati?! Magari non così spesso (uno sguardo attento e un buon allenamento possono aiutare), ma il proverbiale modo dire “l’apparenza inganna” ci mette sull’attenti poiché, a dispetto dell’apparenza esteriore, le persone possono sorprenderci sia in senso negativo sia in senso positivo.

Ognuno di noi è stato vittima o carnefice di giudizi frettolosi, basti pensare che impieghiamo un decimo di secondo per farci un’idea di una persona, mentre cambiarla o sbarazzarsi di un’etichetta è un processo tutt’altro che immediato. Ci sono episodi, poi, di errate prime impressioni che (a posteriori) strappano un sorriso, proprio come quello di qualche settimana fa. Ero a cena con un’amica medico ed improvvisamente, ad un tavolo vicino, una signora ha un malore e cade a terra svenuta. Intorno a  lei si forma subito un capannello di persone preoccupate e agitate. La mia amica si precipita per soccorerla, ma viene fermata dal Maitre: “Signorina si allontani, lasciamo un po’ di spazio!”. “Sono un medico” – ribatte lei. Nel frattempo un altro dottore, presente in sala, si presta ad aiutare la signora. Visto il collega e che la signora si stava lentamente riprendendo la mia amica è tornata al tavolo raccontandomi che le capitano ancora spesso situazioni del genere e come nel caso dello svenimento si predilige un medico uomo, magari di mezz’età, piuttosto che una giovane donna (pure bionda!). Ci siamo fatte una bella risata e a me è rimasta una curiosità: “Chissà che specializzazione aveva quel dottore?”. Di sicuro ero contenta e orgogliosa di avere accanto a me una bravissima cardiologa!

Fermarsi al primo sguardo, dunque, potrebbe risultare ingannevole, soprattutto se la valutazione è costruita su pregiudizi o stereotipi. Bisogna spingersi oltre, grazie ad una buona apertura mentale, per scoprire ciò che è e non sembra. Per imparare fin da bambini a distiguere le cose e le persone dalla prima impressione c’è un piccolo libro illustrato che ho sfogliato mille volte quando ero alle elementari. Attraverso disegni semplici e indovinelli stimolanti racchiude una grande verità, valida anche per gli adulti: “Sembra questo, sembra quello…sembra brutto, invece è bello. Sembra un cesto, ma è un cappello. Sembra un monte, ma è un cammello. L’importante è di capire che si può sempre sbagliare e che spesso non vuol dire quel che sembra e come appare” da Sembra questo, sembra quello, 1969, di Maria Enrica Agostinelli.

Ps. “Chi non cambia mai la propria opinione ha il dovere assoluto di essere sicuro di aver giudicato bene sin da principio” –Jane Austen (Orgoglio e pregiudizio)

Nb. L’apparenza inganna…ma pure le foto su instagram non scherzano (cit.)

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